Ferrara di Benedetta Storti


12915242_10205917395355797_1690811075_o

Avevamo la bici, ma sempre a mano,
e poi in sella! lanciati giù dalle mura
mi cercavi dietro di te con la paura
di vedermi scivolata nel pantano /
e la Tecolenta rimasta sul piatto
sopravviveva brevemente alle dita
in quella preziosa pace fiorita
del giardinetto degli Schifanoia,
dove a sorrisi distribuivamo gioia
agli avventori pallidi americani
che con un ridicolo italiano:
‘capelaci e cafe vogliamo’.
La Cattedrale tutta s’appoggia
su una statua che d’uomo ha la foggia
e noi ne rubammo un pezzo di muro
per alleviarne il pesante lavoro /
e la Certosa a passo rispettoso
ci riservò qualche antro ombroso
dove proteggerci dallo sguardo violento
di chi immortalato in nobil portamento
morto centotrenta anni or sono
certo non ci avrebbe dato il perdono
per quel bacio rapido e sincero
in quel monumental cimitero.