Green Planet‏

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani del 10 dicembre, l’area SCORP ha organizzato la conferenza intitolata “Green Planet” che si è tenuta martedì sera del 15 dicembre 2015 presso il circolo Etnoblog.

Come suggerisce il titolo stesso dell’incontro, è stato discusso il tema del cambiamento climatico, argomento strettamente connesso alla questione dei diritti umani ed estremamente attuale considerata la recente chiusura della XXI Conferenza delle Parti dell’UNFCCC (COP21) di Parigi. Ed è stata proprio la COP21 l’evento a cui ha preso parte, in quanto membro della delegazione degli studenti di medicina, la più giovane delle nostre relatrici, Benedetta Rossi.
Studentessa al sesto anno presso l’università di Brescia e membro dell’IFMSA (International Federation of Medical Students Association), Benedetta ha raccontato la propria esperienza a Parigi: pur non avendo diritto di voto, il suo contributo è stato quello di indirizzare i politici, per quanto possibile, verso delle trattative più coscienziose, che tengano conto anche dei dannosi risvolti sulla salute pubblica di cui il cambiamento climatico è già responsabile e che, inevitabilmente, si aggraveranno ulteriormente se non verranno adeguatamente arginati.

Tornando a Green Planet, Il moderatore della conferenza è stato Filippo Giorgi, scienziato membro del Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici e direttore di Fisica della terra presso l’ICTP. Giorgi ha introdotto la discussione descrivendo la situazione climatica attuale nel nostro pianeta e fornendo delle preoccupanti stime sul prossimo futuro. Si è soffermato in particolare su tre grandi problemi: l’aumento della temperatura globale, l’innalzamento del livello dei mari e l’inquinamento atmosferico.

È stato poi il turno di Anne Chapuis, glaciologa e consigliere sul clima per il Ministero norvegese dell’ambiente, che si è concentrata maggiormente sull’aspetto economico e sociale del cambiamento climatico.
La biologa marina Serena Fonda, docente di Ecologia presso l’Università degli Studi di Trieste, si è invece soffermata su argomenti pertinenti il suo campo di competenza, ossia oceani e problematiche ad essi correlate come anomalie nel ciclo del carbonio, sbiancamento dei coralli, fino all’acidificazione delle acque, che ha definito con l’espressione di effetto ‘osteoporosi degli oceani’.
Infine Lucia Piani, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Udine e docente nel corso di laurea in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il Territorio, ha presentato il progetto “La farina di tutti”, un’iniziativa nata nei comuni di Udine e Gorizia volta a sperimentare una filiera autogestita e condivisa della farina.
Pertanto, eccezion fatta per l’iniziativa di cui si è occupata Lucia Piani, il quadro generale dipinto dai nostri relatori è stato nel complesso piuttosto pessimistico, sia dal versante degli scienziati e biologi che si sono concentrati maggiormente sugli aspetti puramente scientifici, sia dal versante più politico (Benedetta). L’idea centrale che ci è stata trasmessa da tutti e 5 all’unanimità è stata la spinta ad informarsi e soprattutto a fare sistema, perché il vero cambiamento deve partire dal basso.

Elena Vianello

Questo sito utilizza cookies per ricordare i tuoi dati. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza cookies per permetterti una miglior esperienza di navigazione. Continuando a utilizzare questo sito, ne acconsenti l'utilizzo da parte del nostri sito.

Chiudi